venerdì, agosto 12, 2011

BRD - L'ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE

San Francisco, oggi.
In un laboratorio il dottor Will Rodman cerca una cura per l'alzheimer.
Un nobile scopo, sapendo che il buon dottore è spinto da un bisogno personale: il padre è affetto da questa malattia e vede giorno dopo giorno la degenerazione e l'annullamento della vita di quest'ultimo.
Tutto questo lo porta ad accellerare i tempi. A commettere degli errori, ad accellerare i tempi...
Naturalmente il frutto della sua ricerca è una scimmia di nome Cesar (per i fan della serie dice molto) che vede minuto dopo minuto disgregarsi la sua realtà, mostrandogli i due volti della nostra vita.

Un begining, un nuovo inizio o un nuovo tassello da inserire nella lunga serie di film?
Tolta la pietosa rappresentazione di Tim Burton, la serie riprende la vecchia strada, anche se non del tutto.
La trama è concreta e si incastra con i vari film precedenti grazie alle numerose citazioni presenti: la stessa scimmia protagonista Cesar, la missione spaziale che deve raggiungere Marte, ma che ad un certo punto scompare... Tutto sembra essere al suo posto.
Anche gli attori scelti James Franco su tutti, ma la mia nota dolente è la regia.
Nienete azzardi, tutto viene fatto come se fossimo a scuola.
La mia sensazione è che sia un film ovattato.
La violenza, che regna nel mondo animale, viene sempre lanciata, ma mai affrontata.
Così un sacco di altre scene come ad esempio la sequenza dove Cesar interviene per difendere il padre del protagonista da un'aggressione. Uno snodo fondamentale per la storia, soprattutto perchè di li a poco la vita della scimmia cambierà radicalmente, ma tutto viene affrontato molto velocemente. Poca emotività.
Poi io sono della vecchia guardia e tutte quelle scimmie in computer grafica non mi rendono felice. Lo so con i movimenti e le azioni che si vedono nella pellicola, sarebbe stato difficile utilizzare delle scimmie vere.

Non oso esprimere un voto.
Nel globale non mi è dispiaciuto, ma non mi ha nemmeno fatto fare dei salti di gioia.

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